Coi display medicali “made in Saronno” la Fimi conquista il mondo

SARONNO – “Abbiamo voluto questo momento per far vedere alla città e al territorio che ci siamo. Non siamo falliti ma, anzi, pur avendo avuto un momento difficile abbiamo saputo rinascere tanto che siamo fra i leader mondiali nel mercato dei display medicali. Una realtà che produce alta tecnologia d’avanguardia a Saronno non in Cina”.

Non ha nascosto una buona dose di orgoglio e soddisfazione Franco Martegani direttore generale della Fimi, quando stamattina ha presentato la società che in occasione dei novant’anni si è regalata una giornata di porte aperte, sfoggiando con le autorità dal presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo a quelle cittadine (il sindaco Alessandro Fagioli, il presidente del consiglio comunale Raffaele Fagioli, gli assessori Guaglianone, Pellicciotta e Tosi e il consigliere comunale Codega) senza dimenticare i delegati sindacali e le autorità religiose e militari uno stabilimento di ultima generazione con soluzioni studiate ad hoc per garantire una grandissima qualità, tracciabilità e una perfetta funzionalità.

La storia iniziata nel 1926 con la produzione di materiali isolanti su licenza americana. Arriva, nell’azienda di proprietà della famiglia di imprenditori tessili Poss, la radio con il marchio Phonola e negli anni Cinquanta tocca  ai televisori con alcune soluzioni di design che rendono l’azienda famosa nel mondo. Nel 1969 la svolta con l’ingresso nel gruppo Philips e negli anni Ottanta si passa dai tv ai monitor per l’informatica con i primi schermi creati per l’Ibm. Nel 1988 si apre quello che oggi è il core business: l’attività nel settore dei monitor medicali. A fine anni Novanta un momento di crisi in cui l’azienda cambia pelle: tanta esternalizzazione, a realtà del territorio, cambio di mentalità, da industriale a imprenditoriale, e una riduzione del personale (“con sudore e lacrime ma senza sangue” precisa Martegani visto che tutti gli esuberi vengono riassorbiti da nuove realtà come A-novo con cui dividono gli spazi). E’ la rinascita che si completa nel 2010 con l’ingresso in Barco, gruppo belga, leader mondiale nel settore dei sistemi professionali di visualizzazione.

Oggi in Fimi lavorano 108 persone in una realtà in cui negli ultimi 7 anni sono stati fatti investimenti per 4 milioni di euro di cui 1,5 sulle linee produttive e 2,5 sul plesso produttivo. Restando sui numeri il fatturato arriva a 75 milioni di euro. Un’azienda che punta sulla capacità di leggere il mercato e di produrre soluzioni su misura e on demand rispondenti agli altri standard qualitativi del settore sanitario. Non a caso l’anno scorso la Fimi ha superato “a piedi voti” tutti i test del Fda audit. Gli schermi “made in Saronno” sono integrati nelle apparecchiature delle maggiori case produttive mondiali sia sul fronte della diagnostica sia sul fronte della robotica al servizio della chirurgia.

“Essere leader tecnologico in un’industriale dinamica come quella dei display – ha spiegato Martegani – è un traguardo certamente ambizioso: Fimi può contare sui suoi cervelli ma anche sulle sinergie e sulla collaborazione con altri gruppi e con il territorio”. Tante le iniziative anche sul fronte della responsabilità sociale, del rispetto dell’ambiente e della collaborazione con la città, le scuole e il comprensorio.

Al tour non è voluto mancare anche il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo: “La Fimi è da sempre una grande impresa del territorio che ha reso orgogliosi generazioni di saronnesi per la qualità dei suoi prodotti. Ho partecipato con grande piacere alle celebrazioni per i primi 90 anni di una impresa che in un settore particolare come quello dell’elettronica ha saputo ritagliarsi una nicchia di mercato significativa, come i monitor nel campo della medicina, dimostrando come nei fatti anche nell’elettronica sia possibile restare competitivi e mantenere gli impianti produttivi a Saronno nel nostro territorio”.

“E’ una realtà saronnese che ha una storia praticamente centenaria – ha rimarcato il sindaco Alessandro Fagioli – che in passato ha dato lavoro a tantissimi saronnesi. poi, negli anni 80, c’è stato il momento di crisi, per via di un certo adeguamento tecnologico e anche questa storia realtà ne ha risentito. Ma il coraggio e una visione imprenditoriale a lungo raggio hanno fatto in modo che si compisse una sorta di miracolo: persone lungimiranti che hanno avuto lo spirito giusto, magari andando controcorrente, ma che poi alla fine hanno raccolto grandissimi risultati. Che sono sotto gli occhi di tutti, oggi stiamo parlando di un’azienda leader nel proprio settore, che dà lavoro a tante persone e ha un indotto sul nostro territorio non indifferente. Credo sia anche compito nostro promuovere l’immagine di un’eccellenza saronnese come questa